La Roma vince il derby !

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La Roma vince il derby ! – In passato, anche a me purtroppo, è capitato di perdere un derby, difficilmente ho cercato scuse, ovviamente intendo situazioni dove vi sia uno sviluppo “regolare” durante i 90’, non in quei “periodi storici” nei quali il “loro” presidente era “in forze” e ricopriva un ruolo primario nella politica calcistica italiana, periodo durante il quale la sua voce era ascoltata e rispettata, per poi essere  bruscamente zittita quando l’ “illuminato” peccò di presunzione (come altri prima di lui in passato), che lo spinse a pensare di poter realmente ricoprire un ruolo chiave nel palcoscenico calcistico italiano (chi non ricorda quando “presenziava” ai raduni della nazionale indossando la felpa del team azzurro, “suggerendo” a Tavecchio cosa fare e cosa pensare… A tal proposito, giusto per rinfrescare le memorie, ci viene in aiuto l’Articolo della Gazzetta dello Sport del tempo…), venendo poi bruscamente rimesso a posto, esattamente come si fa con un calzino spaiato quando si ritrova magicamente in lavatrice …

Io però quel periodo me lo ricordo, ed il motto era “diamo una mano” al nostro “amico” biancoceleste (o biancoazzurro o biancoblu… A distanza di anni ancora questa “tassonomia” di colori devo ancora comprenderla…), e in quel periodo erano (loro ovviamente…) tutti felici di arbitraggi e conduzioni, del resto anche in quel di Formello spesso si è vissuto accompagnati dal motto “il fine giustifica i mezzi”, preso forse troppe volte in prestito dai loro “superiori”…

Si perché quando si tratta del raccontare il “loro” passato, hanno sempre una sorta di dimenticanza storica, che gli impedisce poi di essere obiettivi e lucidi durante normali situazioni di vita e di campo, come ad esempio nel derby di oggi, non sicuramente un bel derby certo, ma, e va ricordato, derby nel quale la Roma ha fatto a meno di diversi titolari, ma per noi non conta ovviamente, di pesante e compromettente vi erano solo le loro assenze, come se gli assenti poi fossero tanto più forti di quelli schierati…

Normalizzare le sconfitte

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La Roma vince il derby ! – Il tutto va a tradursi nel cercare sempre e comunque delle giustificazioni alla propria mediocrità, che possano essere tecniche, di gestione o quant’altro, comunque si cercano scusanti, che vadano poi a “normalizzare” le sconfitte, così, e la “loro” storia lo racconta, ovviamente non si cresce, non voler dare la colpa al calciatore che solo davanti al portiere la calcia in curva anziché segnare, o non soffermarsi a riflettere sul fatto del perché si è rimasti in dieci nel momento in cui di doveva cercare il pareggio, no, tutto questo non conviene, non si fa (come recitava Vasco)…

La colpa ovviamente è del caldo, dell’arbitro, dell’umidità, del “culo” Romanista e delle cavallette!!! Si, le stesse cavallette alle quali John Belushi, nel film “The Blues Brothers”, cercava di attribuire la colpa dei suoi misfatti per non essere “sforacchiato” con un mitra dalla sua ex abbandonata sull’altare!

Ma a noi Romanisti ovviamente va bene così!

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Una delle cose dopo un derby vinto, e lo fanno la maggior parte dei tifosi, di entrambe le squadre, è di andare a sentire i “post partita” dei tifosi avversari, e le  conseguenti testimonianze:

“Un derby dominato, al quale hanno cambiato sorte solo l’arbitro ed il solito “culo” romanista”

Si, oggi mi è capitato di ascoltare questo mentre transitavo su “frequenze radio avversarie”, ed è la cosa più simpatica che ho ascoltato (tralascio volutamente commenti su Claudio Ranieri fatto diventare ad hoc una “figura massonica” in grado di poter cambiare le sorti delle partite…),  ed è stato lì che ho avuto l’illuminazione!

Come in Balde Runner i laziali vivono perennemente in un retro-futurismo distorto, e come Ridley Scott che disegnò la sua Los Angeles del futuro, volutamente dispotica, colorata da tinte scure e da piogge malinconiche, loro vivono perennemente nel loro sogno, rincuorati da un passato volutamente alterato che testimonia ironicamente la loro inesistenza (vi invito a riascoltare una mia vecchia puntata nella quale a tal proposito affermo, con convinzione e prove la loro inesistenza… Puntata del “Tribunale delle Romane” del 2016 https://www.youtube.com/watch?v=dXQgxt2lafg&t=18s ).

Del resto si sa, guardare dentro sé stessi è difficile, dare la colpa al contesto è molto più facile…

Applauso alle Curve

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La Roma vince il derby ! – Un applauso va fatto infine ad entrambe le tifoserie per l’ennesima coreografia che anche oggi, per l’ennesima volta, ha colorato il derby della Capitale, questa volta senza sfottò e senza iperboli ironiche, ricordando a tutti, ma proprio a tutti, che si tratta sempre di calcio, ed il calcio dovrebbe solo vivere nutrendosi di queste bellezze!

La vita, quella vera, quella che si vive fuori dallo stadio e al di fuori di una partita è ben altra cosa, quindi che regni sempre la bellezza e che si viva di sano sfottò, senza minacce né guerre, che di quelle, come ben sapete tutti, ce ne sono fin troppe nel triste e dispotico mondo di oggi, che nemmeno Ridley Scott è riuscito ad immaginare…

Vicino alle porte di Tannhäuser

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Avendo citato Blade Runner voglio lasciarvi con una curiosità di questo immenso capolavoro:

La scena finale, durante la quale Rutger Hauer “recita” la sua dipartita, dopo aver salvato la vita ad un Harrison Ford attonito e sgomento, la scrisse di proprio pugno e in pochi minuti direttamente Hauer (si, quel grande e meraviglioso attore dagli occhi di ghiaccio al quale mando un abbraccio fin lassù…).

Scott non aveva ancora ben chiaro come sviluppare un finale degno di quello che sarebbe divenuto col tempo uno dei suoi capolavori cinematografici, fu allora che l’attore olandese chiese un po’ di tempo per “riflettere”, tornò poco dopo in studio e chiese di girare, ma girare cosa?

Quello che accadde poi, può facilmente essere spiegato attraverso gli occhi di Harrison Ford che in prima persona e per la prima volta ascoltò quella che ancora oggi è una delle più belle poesie improvvisate recitate in un film:

“Io ne ho viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.”

Non servì una seconda ripresa a Rutger Hauer, fu buona la prima, il modo in cui recitò quei versi, non coinvolse emotivamente solo gli attori presenti, bensì tutta la troupe, che non ebbe modo alla fine di frenare l’emozione, emozione che, parola dei presenti, ancora oggi si ricorda, e che noi amanti del cinema ricordiamo con loro…

Vogliatevi bene, anche se siete un po’ Blade Runner…

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